guarnitura e rondelle
il primo semplice passo da fare per essenzializzare la bici è far fuori il cambio anteriore, di cui sono ormai inutilmente dotate anche le bici da passeggio: se non si fanno grandi salite o escursioni sui sentieri di montagna non serve a nulla.
quindi via il deragliatore anteriore, il comando e il relativo cavo e via le corone supplementari (tutti ammenicoli in meno).
per non dover acquistare delle boccole di serraggio apposite per corona singola, è sufficiente inserire degli spessori: vanno benissimo delle rondelle di ottone (come quelle che si mettono nei cardini delle porte): pochi centesimi e la guarnitura è a posto.
se si vuole conservare il cambio posteriore e sfruttare più rapporti possibili (si arriva tranquilli a 6, il 7° ci sta anche se un po' tirato) è consigliabile montare la corona internamente alla guarnitura, in modo da avere una linea di catena accettabile anche quando si usano i pignoni più grandi (che solitamente sono destinati all'accoppiamento con le corone interne), evitando una eccessiva torsione della stessa.
si può provare montando la corona e le rondelle in posizioni diverse, fino a trovare la soluzione più adatta.
pubblicato il
1.4.07
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>> tecnica
attrezzi
qualche mese fa ho acquistato una cassetta di attrezzi per la manutenzione della bici, spendendo circa 35 euro. prima mi ero arrangiato con quel che avevo, poi ho pensato che per farmi un minimo di "parco utensili" potevo partire da questi.
gli attrezzi si sono rivelati di scarsa qualità: non che per quella cifra mi aspettassi roba professionale, ma funzionale sì.
invece: lo smagliacatene si è rotto al primo uso, idem i levagomme (di plastica rigida). la chiave per la ghiera del movimento centrale ha tenuto botta per un paio di applicazioni, poi si è aperta. la chiave a sogliola per la serie sterzo (usata 2-3 volte) mostra già segni di usura notevoli, quelle per la regolazione dei mozzi stanno prendendo la stessa strada.
consiglio: anche se la spesa è modesta, non credo valga la pena acquistare questi kit economici, che vanno bene per chi fa mantuenzione occasionale, non per chi smanetta frequentemente sulla bici.
meglio procurarsi solo gli utensili veramente necessari, ma scegliendoli di buona qualità.
in fin dei conti, se si hanno in casa un minimo di attrezzi "generici" (cacciavite, chiavi inglesi, chiavi a brugola, pinze e robe simili) ciò che serve davvero è:
- estrattori (pedivelle, movimento centrale, ruota libera e pacchetto pignoni): non sono tutti standard, per cui ne possono servire diversi a seconda di marca/modello del componente
- chiavi a sogliola (serie sterzo, movimento centrale, coni dei mozzi ruota), non indispensabili ma più pratiche di chiavi normali
- smagliacatene (si trova per 3 euro al supermercato)
- chiave tiraraggi (anche questa per pochi euro al supermercato) nel caso si voglia provare l'ebbrezza di mettere mano alle ruote
- levagomme (come sopra: pochi euro al supermercato), più efficaci in metallo, ma possono segnare i cerchi: meglio in plastica (non di plastica rigida perché si rompono!)
ah, dimenticavo... lo svitol!
pubblicato il
28.3.07
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>> tecnica
ladybike
trovata la bici per la mia signora.
telaio mtb lady in acciaio, un po' di robetta da sistemare ma condizioni generali buone.
ci metto su due ruote seminuove che ho in casa e una guarnitura shimano di recupero. il resto della componentistica per adesso è quel che c'è di serie, in attesa di trovare materiale per un buon upgrade.
mi manca la sella: si accettano donazioni :-)
pubblicato il
26.3.07
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>> ri-ciclo
ciclinfelici
questa rientra in pieno nella categoria dei cicli infelici.
l'ho raccolta così alla solita discarica, piena di ragnatele e polvere.
due cinni avevano già fatto fuori le ruote.
vediamo cosa si può fare per lei.
pubblicato il
16.3.07
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>> ri-ciclo
urban rats

ecco la bestiolina (qui prima dell'intevento), ribattezzata urban rats in onore della sorella maggiore stray rats - bootleg, of course - dalla quale ha ereditato il carattere guerriero (oltre alla sella!).
per gli appassionati questa è la scheda tecnica (ah-ah):
- telaio in acciaio monotrave pieghevole con portapacchi integrato (!), completo di: forcella, serie sterzo, attacco manubrio, freno anteriore, tubo e collarino reggisella (gentile "omaggio" dell'isola ecologica di montecavolo)
- piega turistica in alluminio (avanzata dallo smembramento della gloriosa rauler)
- sella velo (quella della bootleg)
- movimento centrale, guarnitura in alluminio ofmega, pedali, monopole, leva freno, cavo freno e guaina prelevati da diverse vecchie mtb (stessa provenienza della graziella)
- corona bianchi in alluminio sottratta a una guarnitura da corsa
- ruote originali, brutalmente e approsimativamente verniciate di nero
- coperture kenda kontact 20x2.25 (mooolto aggressive!); le camere d'aria sono invece quelle originali (complete di diverse "pezze" a testimonianza di svariate precedenti forature)
il rapporto montato è un 52x16, per uno sviluppo metrico di ben 5,10 metri (urca...)
costo complessivo di questa "naked": 20 euro per le coperture (si poteva spendere molto meno, ma ho voluto fare il togo), 6 euro per la catena, un po' di vernice, una spugnetta abrasiva e qualche ora di lavoro. tutto il resto del materiale è di recupero, persino le viti e le "gemme" (i catarifrangenti).
e poi c'è chi compra una bicicletta del cavolo al supermercato per 90 euro e crede di aver fatto un affare. già.
pubblicato il
14.3.07
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preview
l'operazione graziella è a buon punto: telaio riverniciato nero opaco, cromature tirate a lucido, sella di recupero e piega in alluminio avanzata da un'altra bici.
gli altri pezzi sono già tutti pronti: devo solo trovare due coperture abbastanza cattive, poi monterò il tutto e sarò pronto per la ciemmona :-)
pubblicato il
12.3.07
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>> ri-ciclo
