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lamerica

la faccenda è questa: in italia il mercato dei "pezzi" di bici è stitico e la roba costa cara. allora uno fa un giro in rete e scopre che negli states c'è un mercato florido, che ci si trova di tutto e a prezzi interessanti; aggiungiamo che il dollaro è in caduta libera e pare di far spesa nel paese di bengodi.

invece.

nel momento in cui il pacchetto arriva sull'italico suolo e finisce tra le mani dei doganieri, ecco che su un valore di 40,15 euro gravano:
- 11 euro di costi doganali e postali (tra cui la non meglio precisata voce "dau")
- 6,5% di dazio
- 20% di iva (calcolata anche sul dazio: la tassa sulla tassa)

totale: 22,16 euro che si sommano a 8 euro di spese di spedizione, ovvero un incremento del 75% circa sul prezzo d'acquisto.

conclusioni: o la merce che adocchiamo oltremare costa la metà rispetto al mercato nazionale o è meglio lasciar perdere.

ospitalità

questa è una veduta aerea di puianello, reggio emilia.

qui è dove vivo, lavoro, coltivo l'orto, produco ottime marmellate e un pessimo vino. e smembro biciclette.
vi trovaste a passare da queste parti e servisse un bicchiere d'acqua (o di lambrusco, a vostro rischio e pericolo :-)), una brugola in prestito o - perché no - un letto per dormire, contattami.

potete rintracciare la località su critical map.

critical map

"critical map è uno strumento per promuovere un'idea di mobilità sostenibile che ha al suo centro la bicicletta" (manifesto)

è attiva la versione definitiva di critical map, progetto di ciclocartografia partecipata: una piattaforma comune che permette - a chi si muove in bicicletta - di fissare la propria visione dello spazio urbano sulla mappa delle nostre città.

cicli su ebay

oggi mi lancio in un'analisi di mercato (booom!).

curiosando su ebay sono andato a guardare i trend, ovvero le classifiche degli oggetti più cercati, e ho selezionato la categoria ciclismo in quattro diversi siti nazionali: italia, usa, germania e gran bretagna: i risultati sono quelli riportati sopra.

la prima cosa che si nota è che il mercato più vivace e variegato è quello usa: si va dal track (c'è un gran fermento di fissati!) alla nicchia 29er (a quanto pare anche l'mtb sta virando verso le ruote "grandi"), passando per il ciclocross. la presenza in top ten di bianchi e colnago conferma l'interesse che le biciclette italiane destano oltreoceano.

e in italia? a giudicare dalla classifica pare esserci una gran ricerca di componentistica e accessori (ruote, telaio, guranitura, forcella, scarpe) a differenza degli altri siti eurpei dove ci sarebbe più interesse per le bici complete. questo potrebbe essere lo specchio di un popolo di appassionati della brugola, o più verosimilmente di una ricerca ossessiva del componente "model year" per avere sempre la bici all'ultimo grido (basta farsi un giro su qualche forum specializzato per capire cosa intendo).

in realtà l'offerta di componentistica è ben più ampia (e conveniente) in germania o uk che non in italia: in questo caso forse non vale il detto "chi cerca trova".